Un solo mago gufa la Lazio e il karma risponde con un 6-2: il Sassuolo affonda nel Mapei dell'orrore
Un solo mago gufa la Lazio e il karma risponde con un 6-2 a Reggio Emilia: Sassuolo in dieci, due rigori parati e zero amuleti in difesa.

Il Verdetto scaramantico
Dimenticate la tattica. Dimenticate il 4-3-3, le fasce e le trame di gioco. A Reggio Emilia è andata in scena una sacra rappresentazione della sfiga, e la sfiga aveva la maglia neroverde.
Il registro di FantaGufata parla chiaro, quasi con tenerezza: un solo incantesimo, un solo mago, lanciato a partita in corso e non prima del fischio, come fanno i dilettanti dell'occulto. Bersaglio: la Lazio. Rito: "Veramente forti!". Un anatema da bar, un sussurro contro un uragano. Al Sassuolo, per la cronaca, nessuno ha dato protezioni né gufate: zero amuleti, zero difese, zero speranze.
Il registro segna zero riuscite e zero fallite. Il karma non ha voluto etichettare la faccenda. Ha preferito rispondere direttamente sul tabellino: Sassuolo 2, Lazio 6.
Anatomia dell'Incidente
Il VAR che sfoglia la margherita
Al 2' Taylor la sblocca e il VAR si prende un lungo check sulla posizione di Frattesi. Al 16' ripete la liturgia sul gol di Romano Floriani Mussolini, il primo in Serie A, arrivato sul secondo palo. Due controlli lunghi, due gol regolari. Quando il destino ti vuole bene, anche la tecnologia diventa un cerimoniere.
In mezzo, il Sassuolo ha provato a restare vivo: al 7' Thorstvedt pareggia, con una deviazione di Šutalo che ha fatto discutere anche i puristi del tabellino. Il dato ufficiale lo intesta a Thorstvedt, il resto è teologia. Al 13' Isaksen risponde e il castello di carte comincia a tremare.
Il rosso che chiude il rito
Al 31' Thorstvedt entra duro sulla caviglia di Zaccagni e viene espulso. Il Sassuolo, già sull'1-3, resta in dieci per oltre un'ora. È il classico corto circuito scaramantico: l'uomo che aveva segnato diventa l'uomo che affonda la nave.
Poi arriva il capolavoro dell'assurdo. Al 43' Esposito riapre tutto, ma in pieno recupero Zaccagni colpisce ancora e si va all'intervallo sul 2-4. Nel secondo tempo il copione è da teatro dell'assurdo: rigore di Zaccagni al 50' e Turati blocca, rigore di Frattesi al 61' e Turati para ancora. La Lazio sbaglia due penalty e segna comunque altri due gol con Noslin, al 55' e al 65'. Per sbagliare un rigore e vincere lo stesso serve una dispensa speciale dall'alto.
Il Tribunale delle Curve
Ai Vincitori
Cari laziali, vi hanno gufato, ma l'hanno fatto in uno. Uno. Era un singolo mago con un incantesimo da oratorio, e voi avete risposto con sei gol, due rigori falliti e una classifica da prima della classe. Gattuso fa il pompiere: "La classifica non dobbiamo guardarla, se no ci viene il mal di testa". Il mal di testa vero, caro Gennaro, ce l'ha chi deve spiegare come si sbagliano due rigori e si segna sei volte. E aggiunge anche: "siamo stati anche avvantaggiati dall'espulsione". Onestà brutale, noi lo chiamiamo scudo astrale.
Una raccomandazione: i diecimila tifosi biancocelesti arrivati a Reggio un martedì pomeriggio non hanno bisogno di gufare. Hanno il karma in abbonamento.
Ai Perdenti
Sassuolo, vi accusiamo di presunzione scaramantica: nessuna protezione richiesta, nessun rito preparato, nessun feticcio tirato fuori dal cassetto. Avete affrontato la capolista come si affronta il bancomat sotto casa. Turati ha parato due rigori, un'impresa da altare votivo, eppure ha raccolto sei palloni dalla rete. Il contrappasso più crudele: eroe e vittima nella stessa serata.
Aquilani ha almeno il pudore del penitente: "C'è poco da parlare, solo da chiedere scusa" e ancora "è stata una brutta figura". Almeno quello. Ma chiedere scusa al karma serve a poco, quando la difesa sembra un colabrodo benedetto. Ćaleta-Car, per Fantacalcio, ha preso 3,5 con la motivazione di una sentenza: colpevole in almeno quattro gol e protagonista del rigore concesso alla Lazio. Un sovraccarico di sfiga che farebbe invidia a un gatto nero in un negozio di specchi.
Le Pagelle dell'Occulto
- Il Maledetto: Duje Ćaleta-Car, 2. Sempre fuori posizione, sempre un attimo dopo, mai un amuleto addosso. Procura il rigore del 61' e perfino quando la Lazio sbaglia, lui ci mette del suo.
- Il Portatore di Sventura: Kristian Thorstvedt, 3. Segna al 7' e al 31' si fa espellere con un intervento da rosso diretto. Ha costruito il proprio anatema del 31' con le sue stesse caviglie, anzi con quelle di Zaccagni.
- Il Druido del Match: Mattia Zaccagni, 9. Un gol, due assist e un rigore sbagliato che non gli è costato nulla. Sbaglia dal dischetto e il destino lo premia comunque, come i veri stregoni.
Per la prossima gufata
La Lazio vola al comando con una partenza da libro dei record e dice di non guardare la classifica. Noi la guardiamo eccome, e con la lente. Domenica alle 15 all'Olimpico arriva il Cagliari: sarà il test per capire se il karma biancoceleste regge anche contro chi arriva con un amuleto in tasca.
Tifosi sassolesi, tirate fuori i feticci arrugginiti. Laziali, controllate le classifiche e preparate la contromossa. E voi, maghi di FantaGufata: stavolta non limitatevi a un solo incantesimo. Entrate su FantaGufata.it, scegliete il bersaglio e lanciate il vostro rito prima del fischio, perché un anatema in ritardo è come un rigore di Zaccagni: debole e sbagliato.


