Como-Sassuolo 2-0: Turati para il mondo, ma contro l'anatema greco di Douvikas non c'è guanto che tenga
Il Como batte 2-0 il Sassuolo con doppietta di Douvikas, mentre Turati para tutto il parabile e i riti neroverdi si rivelano arrugginiti.

Il verdetto scaramantico
Chi vi racconta che il Como ha vinto perché ha pressato meglio nella ripresa vi sta vendendo tattica da supermercato. La verità è un'altra: a Como è andato in scena il più classico corto circuito scaramantico. Da una parte una squadra in stato di grazia cosmica, reduce da un 4-1 al Manchester United in Champions di meno di tre giorni prima. Dall'altra un Sassuolo che per prima cosa ha scelto di cambiare il portiere, cioè di togliere Muric e provare a rompere la malasorte con un esorcismo di mercoledì sera.
Il rito ha funzionato per quarantacinque minuti. Poi il destino ha presentato il conto.
Anatomia dell'incidente
Il primo tempo: la gufata a vuoto
Il Como ha costruito, sfiorato e bussato. Turati, alla prima da titolare in questa Serie A, ha respinto Baturina, Douvikas e Caqueret come un esorcista a cottimo. Il povero Da Cunha ha pure segnato al 7', ma il fuorigioco ha cancellato tutto. Dall'altra parte il Sassuolo si è visto annullare il gol di Bakola al 40' per la stessa ragione. Due reti tolte dal destino, una per parte: fino all'intervallo la bilancia karmica era in perfetto equilibrio. Poi qualcuno, a Reggio Emilia, ha toccato ferro nel momento sbagliato.
Il secondo tempo: l'anatema greco
Appena rientrati, al 49', Caqueret ha servito a Douvikas un cioccolatino basso in area e Douvikas, ovviamente, ha scartato la carta e mangiato tutto. Turati ha continuato a fare miracoli, ma i miracoli non servono contro chi ha il fato in tasca.
Il capolavoro metafisico è arrivato al 60'. Sull'uscita sbagliata di Matić e Berardi, il Como ha rubato palla, Kaiki ha messo in mezzo un cross rasoterra e Douvikas ha chiuso in spaccata. Questo non è calcio: è un contrappasso con la firma. Due che si impappinano in uscita, uno che riceve il regalo e lo trasforma in doppietta.
Il Sassuolo ha chiuso con zero tiri in porta. Zero. Nemmeno una gufata ben indirizzata.
Il Tribunale delle curve
Ai vincitori
Cari tifosi del Como, vi siete trovati con la fortuna sfacciata di un amuleto che gioca centravanti. Tre vittorie in meno di una settimana, quarta partita di fila con gol per Douvikas, e Fàbregas che dichiara serafico: "Non guardo la classifica, né in A né in Champions." Certo, mister: la classifica la guardiamo noi, e ti vede in alto con un sorrisetto che sa di magia nera.
Il Sinigaglia, poi, nel finale invocava Nico Paz, rimasto in panchina. Chiedere il fuoriclasse sul 2-0 è l'equivalente di ordinare il dolce dopo aver già rubato il carrello. Un po' di ritegno, per carità: la sfacciataggine ha un limite, o almeno dovrebbe.
Ai perdenti
Tifosi del Sassuolo, la vostra quarta sconfitta stagionale, la terza nelle ultime quattro, non è sfortuna: è un'inefficacia sistematica dei vostri riti. Avete cambiato il portiere, avete rispolverato Candè dopo la rottura del crociato, avete affidato la fascia a Berardi, che al 63' è stato ammonito e all'80' guardava la partita da fuori. Aquilani alla vigilia parlava di mentalità sempre uguale. Il risultato dice che la mentalità c'era, ma i feticci erano arrugginiti da settimane.
E poi, scusate: se pensavate che bastasse una partita di Turati per cancellare il sovraccarico di sfiga, avete sbagliato rito. Servivano cornetti, non conferenze stampa.
Le pagelle dell'occulto
- Il Maledetto: Samuele Turati, 6. Quattro parate, il migliore dei suoi, e due gol subiti. Ha tenuto in piedi la baracca come un santo martire, ma il karma non fa sconti ai portieri onesti.
- Il Portatore di Sventura: Domenico Berardi, 4. Capitano designato, ammonito presto e protagonista, con Matić, dell'uscita sbagliata che ha regalato il 2-0. Nemmeno il numero 10 salva dal malocchio autoprodotto.
- Il Druido del Match: Anastasios Douvikas, 9. Doppietta, quarto gol in quattro partite, e un'aura da divinità greca che nemmeno Zeus avrebbe osato gufare. Fàbregas lo ha definito generoso. Noi lo definiamo sospetto.
Per la prossima gufata
Il Como si gode il momento e spera che Kean rientri martedì. Il Sassuolo, invece, ha la Lazio già dietro l'angolo e poi la Fiorentina: due occasioni per scoprire se il portiere nuovo è un talismano o un semplice parafulmine.
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