Suocera in tribuna, Spalletti pure: la Juve si fa gufare da sola e la Lazio ringrazia con tre sberle
Allo Stadium la Lazio vince 3-0 con tre tiri in porta e tre gol, mentre Spalletti guarda dalla tribuna. La Juve si gufa da sola.

Il verdetto scaramantico
Dimenticate lavagne, moduli e "partita preparata bene". All'Allianz Stadium è andata in scena una resa dei conti metafisica, e a perderla è stata la parte bianconera del karma. Juventus 0, Lazio 3: un conto salatissimo per chi pensava di cavarsela con il possesso palla e un po' di fiducia nel destino.
I numeri dicono che la Juve ha tenuto il pallone più a lungo (58%) e ha tirato quanto la Lazio: nove conclusioni a testa. La Lazio ha centrato lo specchio tre volte e ha segnato tre gol. Tre tiri in porta, tre gol: nessuna tattica produce una precisione così, serve una macumba ben fatta. Vicario ha chiuso con zero parate, perché non ha potuto fare altro che raccogliere.
L'anatomia dell'incidente
Il gol che non c'era e quello che c'era troppo
Verso il 23', la Juve crede di aver sbloccato la gara. Kolo Muani calcia da due passi dopo la conclusione di McKennie deviata da Belahyane, ma l'azione era viziata da un fuorigioco. Il Var controlla e non ha dubbi. Il gol sparisce e il primo avviso del cosmo è recapitato.
Al 37' arriva il conto. Su cross di Zaccagni, Provstgaard anticipa Bremer e Lucumí e di testa da pochi passi fa 0-1. Un difensore che segna a due colossi bianconeri: contrappasso calcistico da manuale, con tanto di timbro.
Il corto circuito dei talismani
Al 66' Tavares apre il gioco per Isaksen, che si accentra e punta il secondo palo: Vicario non ci arriva. Allo scadere ci pensa Dele-Bashiru, entrato al 69', che fa 0-3 in diagonale all'89' con assist ufficiale a Pinamonti, anche lui entrato dalla panchina. L'anatema del 90' è arrivato con un minuto d'anticipo, per eccesso di zelo.
Nel mezzo la Juve ha provato di tutto: Woltemade, il doppio centravanti, le conclusioni di Kolo Muani e González. Tutto sprecato, perché con i feticci arrugginiti non si vincono le partite.
I dati del karma
La piattaforma ha registrato 6 incantesimi lanciati da 2 soli maghi: due prima del fischio d'inizio, quattro a partita in corso. La Juventus ne ha ricevuti 2, la Lazio 4. Protezioni a difesa: zero, per entrambe. Nessuno ha pensato di coprire le spalle a nessuno.
L'incantesimo più usato è stato uno solo, lanciato sei volte su sei: "La Suocera in Tribuna". Spalletti, squalificato dopo il diverbio con Pisacane a Cagliari, ha guardato la gara dalla tribuna, con Domenichini in panchina. Ha spiegato: "Siccome stasera l'ho vista da sopra...". Mai profezia fu più involontaria.
Il registro non segna né incantesimi riusciti né falliti: il karma non ha ancora vidimato il cartellino. Ma la Lazio, gufata il doppio della Juve, ha vinto 3-0. O la gufata fa da fertilizzante, o i due maghi hanno sbagliato indirizzo.
Il tribunale delle curve
Ai vincitori
La Lazio sale a 19 punti, in vetta con l'Inter. Gattuso parla di "grande famiglia" e di un mercato fatto con pochi soldi, ma ammette anche: "Ci è andata bene che col Venezia c'era Mandas che ci ha salvati." Quando un allenatore confessa di essere stato salvato, il cosmo sta passando la mano. Questa Lazio è la più fortunata del campionato, e fortuna di questo calibro non si ottiene con la sola organizzazione: o avete un patto con qualcuno, o qualcuno vi sta pagando le bollette. Il tifoso biancoceleste gufato quattro volte ha reagito come un parafulmine: assorbe tutto e restituisce gol.
Ai perdenti
Lo Stadium ha fischiato a lungo, e a ragione. Vicario ha invitato i compagni ad andare sotto la curva a prendersi i fischi, e dopo una serata così non è stato un gesto da poco. Spalletti ha parlato di "una Juve senza ritmo, senza idee, senza corsa, senza disponibilità". Poi ha aggiunto: "Il nostro futuro ce lo giochiamo con la nostra volontà, non con la buona sorte." Peccato che la buona sorte quella sera giocasse nell'altra metà campo, con la maglia celeste.
Alla domanda se la squadra lo segua ancora, il tecnico ha risposto: "Fino a ieri penso di poter dire di sì, poi oggi probabilmente non lo so." Un feticcio che si sgretola in diretta tv.
Le pagelle dell'occulto
- Il Maledetto: Kolo Muani, 4. Gol annullato per fuorigioco, colpo di testa alto all'82'. Il destino gli ha chiuso la porta in faccia più volte di un condomino arrabbiato.
- Il Portatore di Sventura: Spalletti, 3. In tribuna, con la suocera ideale a fargli compagnia. "L'ho vista da sopra": ha avuto il punto di vista del cosmo, ma nessuna possibilità di cambiarlo.
- Il Druido del Match: Provstgaard, 9. Difensore, titolare, decisivo con il gol del vantaggio e miglior voto in campo. Con un'anticipazione aerea ha trasformato la maledizione in un incantesimo di classe.
Per la prossima gufata
La Lazio vola, e Gattuso guarda già al Parma: "così forse possiamo sorprendere". In casa Juve invece si parla di crisi, di autoanalisi e di dubbi sul futuro. Il verdetto è però ancora aperto.
Prima della prossima giornata, controllate le classifiche su FantaGufata.it, ripulite gli amuleti e scegliete bene il vostro bersaglio. E ricordatevi: non lasciate mai la suocera da sola in tribuna.


