Napoli-Frosinone 3-0: il Var gira la clessidra del karma e il Maradona ringrazia con la mano sul cuore
Il Napoli batte il Frosinone 3-0 al Maradona: rigore parato, poi ripetuto dal Var, e il karma presenta il conto agli ospiti di Alvini.

Il verdetto karmico
Chi vi parlerà di "intensità" e "pressione alta" vi sta vendendo fumo. Il Napoli ha fatto cominciare la partita con una rimessa laterale dal calcio d'inizio per dire al Frosinone che l'avrebbero aggredito. Non era tattica, era un rito di apertura. Sul fronte opposto, la rivelazione del campionato, reduce dalla vittoria sul Como, è arrivata al Maradona convinta che il karma fosse in prestito a tempo indeterminato.
Errore. Il karma è un creditore paziente ma ha ottimi avvocati, e questa sera aveva anche il Var dalla sua parte.
Anatomia dell'incidente
Il rigore che il destino ha fatto ripetere
Hojlund si invola a sinistra, cade nel duello con Cittadini, l'arbitro Feliciani indica il dischetto. Dal dischetto lo stesso Hojlund calcia e Palmisani para. Per il Frosinone è la gufata perfetta: parata, boato, inerzia ribaltata.
Poi arriva il Var, con un'idea di giustizia molto personale: il portiere non aveva nemmeno un piede sulla linea. Rigore da ripetere. Un'anatema riuscito e cancellato dopo la consegna, come un pacco restituito al mittente.
A quel punto la scena diventa teologica. Hojlund, per quanto raccontato a fine gara, cede la palla a De Bruyne, e Allegri lo spiega con una frase da manuale di psicologia: «E te gliela dovevi ridare». De Bruyne la mette dentro, 1-0. Tre minuti dopo Lang deposita il 2-0, a Frosinone ancora intontito dal rigore parato e poi annullato.
Alvini, onestamente, non ha urlato al complotto: «Il rigore lo pari, te lo fanno ripetere e cambia l'inerzia». Una lucidità quasi sospetta, da fattucchiere che riconosce la magia superiore.
Palmisani, il martire dei pali (e dei tiri)
Il portiere ospite chiude con cinque parate e tre gol subiti. Il Napoli ha tirato 19 volte, il Frosinone 17, ma nello specchio la squadra di Alvini ne ha messo uno. Diciassette tentativi, un solo tiro vero: sembra una gufata rivolta contro sé stessi.
Il tribunale delle curve
Ai vincitori
Cari napoletani, la vostra serata è stata un miracolo astrale con ricevuta fiscale. Il palo di Hojlund al 3' sembrava il solito presagio funesto. Poi un rigore parato diventa un rigore ripetuto, e la partita si trasforma in una passeggiata. Ma attenzione: Allegri stesso ha ricordato che c'erano da sfruttare meglio le situazioni favorevoli, e che si sono presi troppi tiri da fuori area. Tradotto: il vostro feticcio ha funzionato, ma ha una crepa.
Il gran finale al 90' è un capolavoro di arroganza cosmica: Giovane serve De Bruyne, doppietta, e Allegri aveva già perso la giacca all'89', volata via in una danza propiziatoria. Il Frosinone, con una palla svirgolata regalata a Bobcek proprio prima, ha probabilmente evitato di rovinare un rito perfetto.
Ai perdenti
Cari ciociari, la presunzione pre-gara era evidente: reduci da una vittoria sul Como e portati in palmo di mano come rivelazione, vi siete presentati con talismani da fiera di paese. Avete tenuto a lungo la partita in equilibrio, con Calò, Raimondo e Ghedjemis che bussavano alla porta, ma un'incornata sopra la traversa non è un'anatema, è un invito a cena rifiutato.
Alvini dice che il risultato è «troppo ampio». Vero, ma il karma non si preoccupa dell'aritmetica. Quando il Var vi cancella la parata, sappiate che la guerra metafisica era già persa.
Le pagelle dell'occulto
Il Maledetto: Luigi Palmisani, 7. Para un rigore, ne fa ripetere un altro, fa cinque parate e raccoglie tre gol. Il karma gli ha dato una medaglia e poi gliel'ha tolta dal collo.
Il Portatore di Sventura: Giorgio Cittadini, 4. Il contatto con Hojlund apre il disastro, poi tocca al resto della squadra pagare il conto. Lo stesso Gazzetta ha scritto "che fatica", e il suo 5 è un voto di cortesia.
Il Druido del Match: Rasmus Hojlund, 6,5. Palo, rigore parato, rigore ripetuto, rigore segnato da un altro, baci e abbracci con Allegri in panchina. Non ha segnato, ma è stato benedetto da una fortuna sfacciata. Se questo non è un druido, allora Stonehenge è un parcheggio.
Il Napoli esce dal tunnel del pessimismo con un 3-0 che sa di grazia ricevuta, ma martedì c'è il Villarreal in Champions e il Var non gioca. Allegri ha già detto di non esaltarsi, e noi, che di esaltazione ci nutriamo, siamo pronti a vedere se il karma presenterà il conto.
Il Frosinone dovrà ripulire i suoi feticci arrugginiti e capire dove ha sbagliato il rito. Intanto, cari gufatori, controllate le classifiche su FantaGufata.it, preparate i vostri riti per il prossimo turno e ricordate: il destino è un arbitro che non dà mai spiegazioni, ma ripete sempre il rigore quando conviene a lui.


