Frosinone-Lecce 5-1: giovedì di fuoco allo Stirpe, il Lecce gufato fino all'ultimo giro di recupero
Il Frosinone ne fa cinque al Lecce tra un rigore discusso e un gol annullato e poi convalidato: per noi è tutta colpa di una gufata cosmica.

Il verdetto scaramantico
Dimenticate le lavagnette e le lezioni di tattica. Questo 5-1 non lo ha deciso Alvini e non lo ha perso Di Francesco: lo ha deciso un corto circuito scaramantico di proporzioni bibliche. Il Frosinone ha trasformato il giovedì delle 18:30 in una sagra del karma, il Lecce ha portato in campo una collezione di feticci arrugginiti e un'infermeria da ospedale da campo.
Il Lecce arrivava in piena emergenza, con giocatori che non si allenavano e botte da smaltire. In pratica era un invito a nozze per qualsiasi gufata decente. Quella ciociara è stata più che decente. È stata cosmica.
Anatomia dell'incidente
Il rigore che non c'era (o forse sì)
Allo scadere del primo tempo il destino ha presentato il conto. Siebert tocca Kvernadze in area, Abisso non ha dubbi e indica il dischetto. Il VAR conferma. Secondo la Gazzetta, però, il contatto era molto debole per arrivare alla massima punizione. Pochi minuti prima era stato il Lecce a invocare un rigore per una trattenuta di Calò su Gandelman, e lì il fischio non è arrivato.
Questo è il contrappasso calcistico nella sua forma più pura: chi chiede, non riceve. Chi cade con eleganza, incassa. Calò, rigorista designato e al quarto gol in cinque partite, ha spiazzato Falcone con un tiro angolato. Fine dei giochi, anche se mancavano ancora quarantacinque minuti.
Il fuorigioco che si è pentito
Al 72' Birligea trova il 4-0 dopo un cross arretrato di Schmid. Abisso all'inizio annulla per fuorigioco dello stesso Schmid, poi fa retromarcia dopo l'intervento del VAR e convalida. Il gol cancellato e poi riscritto è un anatema del 90' arrivato con diciotto minuti d'anticipo. Quando persino la bandierina cambia idea, vuol dire che le gufate lavorano a pieno regime.
Il tribunale delle curve
Ai vincitori
Cari frosinati, vincere cinque a uno con la quarta vittoria interna consecutiva, record per il club in Serie A, e con tre punti che valgono il sesto posto, a un punto dal Milan, è bellissimo. Ma non raccontateci che è tutta merito del gioco. Un rigore dal contatto discutibile e un gol prima annullato e poi concesso sono magia nera applicata alla Serie A.
Complimenti per la tenuta dei nervi: Alvini parla di salvezza e di come «con 17 punti non ti salvi», mentre i titoli già gli fanno sognare l'Europa. Se questa è prudenza, vorremmo vedere l'azzardo. Ci piace il dettaglio che i primi gol stagionali di Cichella e Birligea siano arrivati proprio nel giorno in cui il karma passava da quelle parti. Che fortuna, no?
Ai perdenti
Cari leccesi, voi avete fatto l'errore più antico del mondo: pensare che bastasse un cambio di modulo. Di Francesco ha passato la ripresa a rimescolare il 3-4-2-1 e il 4-3-3, ma contro un rito ben eseguito non ci sono moduli che tengano. Il tecnico ha parlato di una squadra «uscita troppo facilmente dalla gara» e di un quinto gol che gli ha dato «enormemente fastidio».
Sul rigore ha detto: «Per me non era rigore, ne danno alcuni leggerissimi e non ne danno altri netti. Questo non giustifica nulla perché il Frosinone è stato più cattivo in campo». Bella onestà, ma l'onestà non protegge dalle gufate. Il Lecce ha perso i duelli aerei, cioè le palle alte contese, nonostante sia una delle squadre più alte del campionato. Evidentemente anche i talismani erano rimasti in infermeria.
Il gol di Monteiro all'82' è un'illusione ottica. Ha dato l'impressione che la maledizione si fosse placata. Invece si stava solo prendendo un caffè prima dell'ultima mazzata.
Le pagelle dell'occulto
- Il Maledetto, Falcone, voto 4: quattro parate, cinque gol subiti. Ha tenuto in piedi la baracca finché la baracca non ha deciso di crollare. Il karma peggiore tocca sempre a chi resta da solo in fondo al campo.
- Il Portatore di Sventura, Siebert, voto 3: il suo fallo regala il rigore del 2-0, viene ammonito e si fa saltare da Kvernadze sul 3-0 di Raimondo. Peggiore in campo secondo le valutazioni, e non servono formule magiche per capirlo.
- Il Druido del Match, Birligea, voto 9: doppietta, con un gol prima annullato e poi riabilitato dal VAR e l'altro firmato nell'ultimo giro di recupero. Sembrava avere un patto con qualcuno di molto potente. Menzione d'onore per Kvernadze, che ha confezionato due assist e il fallo da rigore.
Per la prossima gufata
Il Frosinone ora vola con un attacco da neopromossa che spaventa persino chi ha fatto la storia. Il Lecce deve invece sperare che il prossimo avversario, il Genoa, reduce dalla vittoria sulla Juventus, non abbia già affilato i suoi riti. Mettete via le sciarpe stropicciate e tirate fuori i feticci buoni.
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