Venezia-Inter 0-2: la Laguna gufa con le mani giuste, ma il karma ha il passaporto nerazzurro

Venezia-Inter 0-2: due gol annullati, Busio spara alto a porta vuota e due autogol. Il karma ha il passaporto nerazzurro.

Redazione Fantagufata
Il gufo mascotte di FantaGufata posato su un pallone, tra i colori neroverdi del Venezia e quelli nerazzurri dell'Inter, con un amuleto scaramantico accanto.

Il verdetto scaramantico

Dimenticate il blocco basso, il 3-5-2 e le lavagnette. Al Penzo si è celebrato un rito: 90 minuti di anatema lagunare contro l'Inter campione d'Italia. Il Venezia ha fatto tutto bene, tranne farsi segnare un gol valido. L'Inter ha fatto quasi tutto male, tranne farselo segnare dagli altri.

Vince 0-2 una squadra che nel primo tempo, secondo la lettura di Vernazza sulla Gazzetta, vedeva il vantaggio più meritato dall'altra parte. Chivu stesso ammette: "All'intervallo avrei cambiato tutti, ci ha salvati Provedel". Non è tattica, è un miracolo in differita.

Anatomia dell'incidente

Il gol che non c'era (due volte)

Minuto 28: Bastoni atterra Adams lanciato verso Provedel e si prende il giallo. Dalla punizione di Kike Pérez, al 29', Provedel si salva all'ultimo ma sulla respinta Lauberbach infila. Sarebbe stato il suo primo gol in campionato. Il VAR scova un fuorigioco millimetrico, di spalla. Un tedesco punito dalla geometria: più che un tifoso, un contrappasso calcistico con il righello.

Al 36' Lauberbach ci riprova: Provedel tocca, la traversa trema e il pallone resta fuori. Al 71' tocca ad Adams, che salta Provedel e segna, ma la bandierina era già alta e il VAR conferma. Due reti cancellate, una traversa: sovraccarico di sfiga lagunare.

Il 66': la porta spalancata

Il capolavoro dell'occulto arriva con Busio, appena entrato. Servito da Adams, spara alto da pochi passi a porta praticamente vuota. Non si sbaglia un gol così: si subisce. Quel pallone è andato in orbita su una gufata nerazzurra, e se è finito a Lourdes non ci stupiamo.

Poi il contrappasso, con interessi. Al 79' Thuram crossa e Moreno devia nella propria porta. Al 82', corner di Calhanoglu, deviazione di Carlos Augusto e Halhal firma il secondo autogol. Due reti in tre minuti, senza che l'Inter dovesse chiedere permesso al pallone.

Il Tribunale delle Curve

Ai vincitori

Cari interisti, la vostra squadra ha vinto con esperienza, forza, determinazione e fortuna: parole di Chivu, e l'ultima la mettiamo a verbale. Tra anatemi respinti dalla geometria del VAR e autogol caduti dal cielo, il cielo è stato più nerazzurro dei vostri giocatori. Dimarco ha tirato ampiamente fuori al volo, Thuram ha concluso male da dentro l'area, e la prestazione di Bastoni al centro della difesa ha fatto sudare freddo. Si chiama magia nera con partita IVA. Attenzione: il fortino di Provedel non regge in eterno, e il Milan vi aspetta sabato 31.

Un pensiero speciale per Aleksandar Stanković, alla prima da titolare proprio contro il fratello Filip, con papà Dejan in tribuna. Altro che tattica: un cortocircuito scaramantico di famiglia, con il fratello più piccolo che ha fatto sparire il palloncino dalla finestra.

Ai perdenti

Venezia, il vostro rito è stato quasi perfetto: blocco basso, fuorigioco subiti, applausi finali di un pubblico che, parole di Nicola, "non è scemo". Ma i vostri feticci erano arrugginiti: non battete l'Inter in casa dal 1999/2000 e anche stavolta il calendario ha preteso il pedaggio. Restate ultimi, mentre i nerazzurri agganciano la Lazio in vetta. Nicola può essere orgoglioso, ma l'orgoglio non vale tre punti. E il suo discorso sul gol al momento giusto, caro mister, è valso per gli altri.

Le pagelle dell'occulto

  • Il Maledetto: Lauberbach, voto 3. Un gol annullato per una spalla, una traversa e una serata da schiacciare con il cuscino sulla faccia.
  • Il Portatore di Sventura: Busio, voto 2. Porta vuota, pallone alto, karma al neon: il suo errore ha trasformato la serata in sentenza.
  • Il Druido del Match: Provedel, voto 8. Quattro parate, una traversa a favore e il vantaggio di aver visto il destino dalla sua parte. Se il VAR è un tribunale, lui è il giudice di pace.

Per la prossima gufata

L'Inter si è guadagnata un derby con un sorriso a metà. Sabato 31 ottobre c'è il Milan, e sui social si è già letto: "Il 31 non accendo nemmeno la tv". Auguri a chi la accenderà lo stesso, con la sciarpa al contrario e l'amuleto nel taschino.

Controllate le classifiche su FantaGufata.it, preparate i riti e rispolverate i feticci: la prossima gufata non aspetta nessuno.

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